in sintonia

Le tue credenze diventano i tuoi pensieri
I tuoi pensieri diventano le tue parole
Le tue parole diventano le tue azioni
Le tue azioni diventano le tue abitudini
Le tue abitudini diventano i tuoi valori
I tuoi valori diventano il tuo destino


Mahatma Gandhi

Se già di suo l’autunno ci invita all’introspezione e ci prepara alla fase di riposo del letargo invernale, il momento storico che stiamo vivendo ci porta ancora di più a passare tempo con noi stessi all’interno. Arrendiamoci alla realtà attuale e cerchiamo di trarne il massimo in termini di crescita personale. 

La vita è continua trasformazione. In ogni istante il nostro corpo e la nostra mente cambiano e per questo non esisteranno mai due momenti identici.

Nell’arrenderci al cambiamento sappiamo due cose per certo: la prima è che ci lasciamo indietro una vecchia versione, di noi e del mondo, e che per tanto in ogni momento dobbiamo sempre confrontarci con il lutto della separazione da essa; la seconda è che abbiamo il potere e il dovere di indirizzare la trasformazione verso la realtà in cui desideriamo andare.

Questo processo simultaneo di accettazione della fine e di apertura al nuovo si applica a qualsiasi aspetto dell’esistenza nella dimensione spazio-temporale in cui il tempo è percepito in maniera lineare. Per questo nella filosofia yogica si coltiva la metafora del ciclo naturale sincronico di dare e ricevere, di espansione e contrazione, di inspirazione ed espirazione, di movimento e immobilità, di creazione e vuoto, di morte e rinascita in tutto. Questo stato di unione e di pace è lo Yoga. 

Con questa consapevolezza nel cuore abbiamo una sola certezza: ovvero che abbiamo controllo su un’unica cosa nella vita e questa cosa siamo noi stessi. Mentre tutte le circostanze della vita sono al di fuori del nostro controllo e sono per tanto imprevedibili, il raggiungimento dello stato di sovranità interiore, ovvero di controllo sui nostri pensieri, le nostre emozioni e delle nostre azioni, è totalmente nelle nostre mani. Con la forza di volontà possiamo affinare la nostra capacità di percepire la realtà, filtrare le influenze esterne che spesso sono guidate da interessi che non servono noi, controllare gli istinti regressivi e sviluppare la capacità di agire correttamente in qualsiasi situazione. 

Pensare al proprio benessere è un dovere universale che ognuno di noi ha fin dalla nascita. Non è affatto egoista, anzi non farlo lo è, perchè implica l’aspettativa che qualcun’altro si occupi del nostro benessere per noi. Questa delegazione è ciò che crea una miriade di forme di sofferenza e insofferenza nella società moderna. Inoltre, significa abdicare a un nostro dovere personale e questo ha conseguenze energetiche importanti (sì, parlo di karma). 

Purtroppo fin da giovane età ci viene insegnato che il benessere è materiale e questa menzogna ha impedito generazioni e generazioni di persone di emanciparsi e realizzarsi credendo che desiderare benessere fosse per persone materialiste e disdegnandolo per questo.

Il capitalismo consumistico in cui siamo cresciuti ci ha insegnato che la felicità è legata all’accumulo di beni, ma sappiamo tutti che identificarsi con quello che si possiede è un’illusione. Sì, perchè la vita è trasformazione e tutto è temporaneo, ciò che possediamo è impermanente. Allora è importante coltivare il rispetto per quel benessere inquantificabile fisicamente che resta quando il materiale non c’è più e sviluppare la capacità di lasciare andare ciò che è finito, che sia un rapporto, un lavoro, una casa o anche il nostro stesso corpo, restando in uno stato di pace dei sensi sapendo che noi non siamo tutte queste cose. É solo sviluppando la capacità di lasciare andare con gratitudine ciò che è finito che si riesce a creare lo spazio per accogliere ciò che di nuovo si affaccia sul nostro cammino. Questa capacità ci libera dalla paura dell’ignoto e visceralmente dalla paura primordiale della fine, la paura della morte.  

Il benessere è uno stato d’Essere che si coltiva interiormente e che si manifesta esteriormente nella maniera che uno desidera, che essa sia tramite beni materiali o spirituali, quella è una scelta personale.

Ho di recente scritto un articolo sul benessere come stile di vita per LSN Gymnasia che è la compagnia con cui collaboro. Vi invito alla sua lettura, fatemi sapere cosa ne pensate!

Karma
Ogni azione, pensiero e sentimento sono creati a partire da un’intenzione che è la causa di un effetto. Se siamo i creatori della causa, non possiamo poi sottrarci all’effetto conseguente. In questo siamo responsabili di ogni azione, pensiero e sentimento oltre che all’intento che li crea, per questo ne viviamo le conseguenze. Questa relazione di causa e effetto esiste sia nel dominio della realtà fisica che energetica e questa dinamica nella tradizione yogica si chiama karma. 

Il karma equilibra l’energia all’interno del sistema evolutivo ed è neutrale, ovvero una dinamica energetica impersonale.

Nel mondo fisico si riflette nella terza legge del moto che recita: per ogni azione, c’è una reazione uguale e opposta. Non c’è giudizio sull’intenzione che mette in moto l’azione, il pensiero o il sentimento, ma agisce impeccabile con un ritorno di energia equivalente a quella emessa. 

Il karma serve da insegnante universale e impersonale di responsabilità personale per l’umanità. Non è legge morale universale perchè l’universo non giudica, governa semplicemente l’equilibrio dell’energia e la moralità è una creazione umana legata al libero arbitrio se scegliere l’energia evolutiva dell’amore o l’energia regressiva della paura.

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Namaste

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