Prima dello splendore la rinascita

La transizione tra l’inverno e la primavera è un momento molto significativo e carico di energia, forse il più sacro e dolce del ciclo delle stagioni. La fine dell’inverno quest’anno si accompagna ad una spaventosa crisi che va tuttavia affrontata con coraggio e fiducia e per questo vi invito a guardare all’arrivo della primavera con speranza.

Quando ci allineiamo con la funzione primaria di ogni stagione, possiamo sfruttare l’energia che il mondo naturale emana in quella fase per facilitare le nostre transizioni. L’inizio della primavera, quando i giorni diventano più lunghi delle notti, il sole è più luminoso e la natura si riempe di colori e canti, segna un momento di rinascita e rinnovamento.

In inverno osserviamo il letargo della natura e l’immobilità della nostra anima cercando di capire cosa può sorgere dalla profondità di questa quiete. In primavera i semi dei desideri presenti nel profondo del nostro animo, rimasti dormienti per diversi mesi, improvvisamente germogliano dichiarando con forza tutta la loro voglia di vivere.

Con l’inizio della primavera notiamo un tranquillo risveglio interiore e spesso ci rendiamo conto che l’alba di qualcosa di nuovo è alle porte. La primavera è la stagione della speranza e del rinnovamento quando, incoraggiati dall’aumento della luce e del calore, troviamo l’energia per intraprendere le azioni necessarie che ci spingono verso la realizzazione delle nostre intenzioni e risoluzioni di inizio anno.

Se l’inverno è stata una stagione di sofferenza, lascia che i venti della primavera spazzino via il residuo del dolore. Se il freddo ha portato malattia, lascia che il tepore della primavera ti ripristini la salute. Se hai vissuto un periodo di perdita, nota le rinascite che ti circondano e lascia che la nuova vita ti doni speranza. Se è stata una stagione di silenzio, accogli il canto degli uccelli della primavera e risveglia la sinfonia della natura nella tua vita.

Affrontando con intento e coraggio le sfide che si presentano sul nostro cammino ogni giorno è possibile segnare il punto di partenza di un nuovo capitolo. In questa consapevolezza risiede potente il senso di gratitudine e la forza del desiderio di crescere. Riconosciamo l’amore manifestarsi nei miracoli della natura e come quel bocciolo di primavera anche noi sbocciamo.

Sraddha – Fiducia

Yoga Sutra è la collezione di aforismi scritta da Patanjali circa duemila anni fa in India in cui sono racchiusi i principi fondamentali sulla teoria e la pratica dello yoga e le linee guida per una vita significativa. In questo antico testo Patanjali descrive le cinque qualità da coltivare nella consapevolezza per supportare il percorso di realizzazione dello stato di yoga.

La prima che menziona è Sraddha che è la fiducia. La fiducia di cui parla Patanjali è indistruttibile. Non è un credo dogmatico di fede cieca, al contrario viene da un intelletto raffinato (inteso come uno allenato a uno stato di consapevolezza) che riconosce che alla base dell’esistenza c’è amore puro e incondizionato.

Una patologia cronica dell’essere umano che si arrende alle tendenze dell’ego e non ha affinato il proprio intelletto è cedere alla paura, il dubbio e l’incertezza. Avere fiducia significa riconoscere la Verità e affidarsi all’infinito potere organizzativo della natura nella consapevolezza che essa si evolve nell’amore incondizionato e regredisce nella paura. Noi siamo coscienza e nel riconoscere questa verità possiamo nutrirne il progresso o la regressione e coltivare la fiducia ci aiuta a muoverci nella direzione dell’amore e dell’espansione.

Nel contesto attuale c’è un elevato grado di incertezza sul futuro, sia sanitario che economico, a livello globale. È di fondamentale importanza vivere questo momento storico come un’opportunità per crescere. Invito all’introspezione, a rivalutare le proprie abitudini, a risvegliare un senso di presenza e di aprirsi a sentire la solidarietà che lega il mondo intero in questa sfida. Con una profonda empatia per coloro che soffrono e coloro che se ne vanno, concentriamo la nostra attenzione su quelle riflessioni evolutive che questo evento sta facendo emergere, ad esempio la necessità che l’umanità si riconnetta con la natura, ridimensioni il proprio impatto in modo da essere in sintonia con essa e riscopra il suo ruolo su questo pianeta.

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